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mercoledì 6 novembre 2013

Silenzio.. si alza il sipario

Buongiorno a tutti!

Siamo tornati.. E ritorniamo a parlare di uno dei nostri argomenti preferiti: Spettacolo.
Arriva in Italia uno degli spettacoli del Cirque du Soleil che ha raccolto più spettatori nel mondo.. ”Dralion”.
Approderà nel nostro paese a novembre 2013 con rappresentazioni a Roma dall’8 al 10 novembre e dal 15 al 17 novembre 2013, a Torino dal 21 al 24 novembre 2013, a Milano dal 28 novembre al 1° dicembre 2013.

“Dralion” è uno spettacolo caratterizzato dalla fusione della tradizione di arte acrobatica cinese con l’approccio multidisciplinare del Cirque du Soleil.
“Dralion” trae ispirazione dalla filosofia orientale e dalla sua infinita ricerca di armonia tra umani e natura.
Il nome dello spettacolo deriva da due creature emblematiche: il drago, simbolo dell’Est, e il leone, simbolo dell’Ovest.
In Dralion i quattro elementi che governano l’ordine naturale prendono forma umana, l’aria è blu, l’acqua è verde, il fuoco è rosso e la terra è ocra.

“Nel mondo di Dralion le culture si mescolano, Uomo e Natura sono una cosa sola, e viene raggiunto l’equilibrio.

E mentre il Cirque du Soleil delizierà 3 città italiane con tecniche spettacolari d’avanguardia e scenografie mozzafiato, un classico letterario prende vita sotto forma di opera musicale.
“Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” è l'opera musicale prodotta da David Zard, tratta dal capolavoro di William Shakespeare con musica e libretto del compositore francese Gérard Presgurvic.

La versione italiana ha debuttato il 2 ottobre 2013 all'Arena di Verona con la regia di Giuliano Peparini con i testi a cura di Vincenzo Incenzo e ora è in scena fino al 24 Novembre a Roma.

Chiudiamo con uno spettacolo che con la tradizione ha ben poco a che fare, si tratta di “Les Ballets Trockadero” , in scena il 18 Novembre 2013 a Bologna.

Fondati nel 1974 da un gruppo di appassionati di danza che si divertivano a mettere in scena in modo scherzoso il balletto classico tradizionale presentandolo in parodia, la Compagnia LES BALLETS TROCKADERO DE MONTE CARLO è formata da ballerini (uomini) professionisti che si esibiscono nel vasto repertorio di balletto e di danza moderna, nel pieno rispetto delle regole canoniche del balletto classico tradizionale.

L'aspetto comico nei loro spettacoli viene raggiunto esagerando le manie, gli incidenti ed esasperando le caratteristiche tipiche della danza rigorosa.


Insomma, ce n’è per tutti i gusti.. Buona visione!




giovedì 14 marzo 2013

Danzare..giocando


Ritorniamo a uno dei miei temi preferiti..I bambini e la danza.
In un precedente post avevo parlato del colorato mondo dei bambini danzanti, fatto di farfalle, principesse e principi azzurri.
Una messa in scena di una favola, un racconto fiabesco che permette ai bambini di relazionarsi e divertirsi a passo di danza.
Ma se parliamo di bimbi ancora più piccoli? Se i bimbi in questione sanno a malapena parlare o contare fino a 3?
Beh, allora è tutta un’altra cosa..in questo caso tutto diventa un gioco.
Ecco allora che nasce Gioco Danza.
Gioco Danza è un metodo di insegnamento, adatto a bambini dai 2 ai 5 anni, che permette di educare al movimento e alla musica attraverso l’attività ludica.
Ha poco a che fare con la danza vera e propria, in questa attività non si fa minimamente riferimento alla 1° posizione o al Plies. 
Gioco danza è semplicemente un viaggio guidato fatto di giochi e immaginazione,che permette al bambino di conoscere il mondo attraverso il corpo.
Il bambino viene guidato in una scoperta del proprio corpo e delle proprie capacità espressive e creative.
Si gioca con lo spazio, con il tempo, con il ritmo, con i movimenti..
Ecco che allora una sala da ballo diventa lo Spazio e i bambini diventano dei piccoli pianeti e stelline, un materassino blu diventa un mare in cui nuotare e un cubotto di gomma piuma una fiamma da non toccare.
Le attività quotidiane, come il risveglio o l’ora della pappa, vengono simulate per sfruttare la potenzialità immaginativa e oggetti di uso comune vengono utilizzati per reinventarne l’utilizzo o semplicemente per permettere al bambino di proiettarsi in una realtà a lui conosciuta e in cui si sente a suo agio.
Anche la voce diventa protagonista, dando così la possibilità al bambino di poter esprimere tutta la sua fantasia.
Il Gioco è l’elemento portante di tutta la lezione, ma la disciplina non è da trascurare.
E’ un viaggio guidato, un gioco educativo.. e come tale ha delle regole da rispettare.

Unire tutte queste componenti non è semplice, come non è semplice riuscire a mantenere l’attenzione dei bambini e trovare le energie per poterli stimolare e divertire, ma la soddisfazione nel sentirli ridere e vedere i loro sorrisi stampati sulle labbra mentre si muovono a tempo di musica..ripaga tutte le fatiche.

martedì 12 febbraio 2013

Vita da Ballerini


Come promesso, mi sono dedicata alla visione di “Ballerini”, il nuovo programma di Mtv dedicato al mondo della danza classica.

La visione è piacevole, se siete dei ballerini o appassionati di  danza.
Se non lo siete, lasciate perdere, non è il programma che fa per voi.
“Ballerini” è un docu-reality, un programma che si addentra nella realtà quotidiana di un gruppo di ballerini dell’accademia del Teatro San Carlo, quindi non il solito show che si traveste da scuola di danza.
Ovviamente, trattandosi di un format televisivo, non dedica le puntate a farci vedere dei danzatori che si allenano alla sbarra , ma lascia spazio anche alla loro quotidianità e ai loro problemi. Non si tratta però dei soliti clichè  adolescenziali legati all’alcool, alle uscite  o ai cuori spezzati, ma dei “problemi da ballerini”.
C’è quindi Roberta, ragazza dotata e introversa che si lascia intimorire dal giudizio delle compagne e sente il peso della competizione.
Luca, un ragazzo volenteroso alle prese con una sostituzione in uno spettacolo e un lavoro in pizzeria per mantenersi gli studi.
Angelo, che poco prima dello spettacolo si infortuna ed è costretto a fermare i suoi allenamenti per sottoporsi a una terapia riabilitativa.

Insomma, la classica vita da accademia. Guardando il programma ho rivissuto molti dei momenti vissuti nella mia vita da accademia e ritrovato alcune delle personalità che mi hanno accompagnata nel mio percorso formativo.

Quindi,se state cercando un programma di pettegolezzi, stragi amorose e follie serali,NON guardate Ballerini.

La vita di un danzatore è noiosa se la guardate con gli occhi di una persona normale, non si potranno  mai capire né tantomeno condividere le ore di sacrificio,  l’annullamento della vita sociale, i dolori all’ordine del giorno che diventano quasi compagni di vita, i pomeriggi passati attaccati ad una sbarra e le notti in bianco passate sui libri.
Ma il ballerino non si annoia affatto. Vive in una continua ricerca della perfezione, ogni giorno cerca di fare un passo avanti e si sente al settimo cielo ogni volta che riesce a tagliare un nuovo traguardo, affronta sempre nuove sfide e..si diverte. Incredibile ma vero, il ballerino si diverte ad affrontare tutto ciò, più di quanto si possa divertire ad uscire la sera con gli amici.


Sono persone strane i ballerini, ma, a modo loro, sanno essere felici.

giovedì 24 gennaio 2013

I Ballerini di Mtv


Ed eccoci qua.. Mtv non poteva certo rimanere fuori dai giochi.
In un mondo in cui la danza viene associata a Maria De Filippi e a veline sgambettanti sopra ad un bancone, lo storico canale musicale se ne viene fuori con un’altra trovata.
Dopo aver seguito le Ginnaste della nazionale italiana e i Calciatori allievi della Fiorentina, Mtv si sposta nel mondo della danza classica e va a spiare i Ballerini della Scuola del Teatro San Carlo di Napoli.

Il programma inizierà Domenica 3 Febbraio e, a detta di Mtv, “Scopriremo insieme come la danza sia una strada piena di ostacoli e molto solitaria che tempra il corpo e l'anima dei giovani allievi della Scuola di Danza del Teatro San Carlo di Napoli”.

Lo ammetto, sono perplessa.
Perché, diciamolo chiaramente, non c’è nulla di interessante nel guardare dei ballerini che si allenano, sudano, provano e riprovano in una sala danza, a meno che tu non sia un ballerino ovviamente.
Per la gente comune, per chi non è “del settore” tutto questo è NOIA.
Quindi, a meno che questo programma non sia indirizzato ad un pubblico esclusivo di danzatori, dubito che possa essere veramente un format in cui potremo osservare “Ore passate alla sbarra, anni di sacrifici, una ferrea disciplina, le sei posizione di base ripetute all'infinito alla ricerca della perfezione, il costante confronto e scontro con lo specchio per controllare postura e movimenti” (sempre cit. di Mtv).
E allora che senso ha? Vedremo per l’ennesima volta adolescenti in lacrime, storie d’amore e problemi con la scuola?
Non lo so, resto perplessa.

Ma Domenica 3 Febbraio cercherò di chiarire tutti i miei dubbi a riguardo facendomi una somministrazione forzata di tutte le 5 puntate in anteprima.

martedì 15 gennaio 2013

Billy Elliot


Inghilterra, 1984.
Billy, un ragazzino di undici anni orfano di madre, passa le sue giornate ad accudire la nonna e a frequentare lezioni di pugilato.
Il padre e il fratello sono minatori in sciopero a causa della chiusura delle miniere, unica fonte di sostentamento per le famiglie di Durham Coalfield.
Un giorno, nella palestra di pugilato, arriva Mrs. Wilkinson, insegnante di danza classica frustrata con un seguito di bambine saltellanti in tutù rosa.
Mrs. Wilkinson insegna danza nella palestra e Billy, dopo un attimo di curiosità e timore, si ritrova alla sbarra.
Tra un demi-pliè e un tendu, l’insegnante riconosce del talento in quel ragazzino impacciato e lo sprona a frequentare le sue lezioni.
Billy continua a frequentare il corso di danza classica, fino a quando si imbatte nel divieto severo del padre, finora all’oscuro di tutto.
La notte di Natale, Billy entra nella palestra con il suo amico Michael e, mentre si dimena in una danza compulsiva, il padre lo sorprende .
Dopo aver visto il figlio ballare per la prima volta, il padre di Billy capisce che la danza potrebbe essere l’unica via per sfuggire alla grigia e opprimente situazione lavorativa che li circonda e decide di accompagnarlo di persona all’audizione per la Royal Ballet School di Londra.

Ed è proprio durante l’audizione che Billy rivela il suo essere ballerino in una frase:
“Esaminatrice: Posso chiederti, Billy, che genere di sensazioni hai quando danzi?
Billy: Non lo so... una bella sensazione... Sto lì, tutto rigido, ma dopo che ho iniziato, allora, dimentico qualunque cosa. E... è come se sparissi. Come se sparissi. Cioè, sento che tutto il corpo cambia, ed è come se dentro avessi un fuoco, come se... volassi. Sono un uccello. Sono elettricità. Sì, sono elettricità.”


E il finale.. beh il finale è un’estasi. Ovviamente non lo svelo.. Chi non ha mai visto questo film deve solo guardarlo.

Emozionante, triste e sorprendente.. “Billy Elliot” ci rivela la passione per la danza difficile e inaspettata, quella passione che hai dentro ma non sai spiegare, quella passione che sembra ridicola a chiunque ti stia intorno.

E Billy è.. Il trionfo del talento, della volontà e della determinazione.

giovedì 10 gennaio 2013

Shall we Dance?


Ammettiamolo, Richard Gere in abito da sera che si muove a tempo di 1,2,3 fa ancora girare la testa.
60 anni suonati, capello brizzolato, sguardo penetrante e sorriso irresistibile, Richard è il protagonista di “Shall we Dance?”, film del 2004 divertente e un poco mieloso.
Co-protagoniste, una sensuale Jennifer Lopez e un’insicura Susan Sarandon.

Richard Gere nel film è John, un uomo di mezz’età che trascorre le sue giornate tra casa e ufficio e che scopre nel ballo una passione che gli rende le giornate più colorate e che gli fa apprezzare con più gusto le cose che ha.
Jennifer Lopez è Paulina, insegnante di ballo che ha lasciato il sogno di ballare come professionista per dedicarsi all’insegnamento e che, grazie alla passione di John riuscirà ad ottenere la motivazione e la voglia di tornare a ballare.
Susan Sarandon è la moglie di John, donna in carriera e madre che, spaventata dalle continue assenze del marito, si convince che egli abbia una tresca.

La trama è tutta qui, un film semplice e piacevole che ci mostra come il ballo possa diventare un motivo di distrazione e  divertimento,  che ci mostra come il ballo possa unire le persone e far riscoprire antiche passioni, che ci mostra come il ballo possa abbattere stereotipi e barriere.
“Shall we dance?” svela la magia del ballo di coppia e le emozioni nascoste dietro un Tango o una Rumba.

E poi, lo ammetto, anch’io ragazza dal cuore di pietra, ho avuto un attimo di occhio lucido nel momento in cui il fascinoso John prende per mano la dubbiosa moglie e la trascina in un Valzer lento.
Perché è così, è tutto vero, lo vedo tutte le settimane nelle lezioni di Balli latini americani nella nostra piccola scuola, il ballo unisce, il ballo diverte, il ballo fa innamorare.
E’ vero, Jennifer Lopez è molto poco credibile come ballerina da sala, ma giuro che è venuta anche a me la voglia di indossare un lungo abito di Paillettes e muovermi a tempo di 1,2,3.

lunedì 7 gennaio 2013

Danzare, una questione di corpo, talento, personalità e.. Portafoglio


“La danza è di tutti, non per tutti.”
Parole della strega della danza di Canale 5, quella che dice che per ballare devi essere alto, snello e avere il collo del piede.. Insomma, abbiamo capito tutti di chi parlo.
Nonostante i suoi interventi siano a volte opinabili, su questa affermazione non posso far altro che assentire.
E’ facile avvicinarsi al mondo della danza, è facile amarlo, è facile ammirarlo, è facile ballare. Ed è giusto così, non c’è niente di più bello di vedere ragazzi e ragazze che fanno della danza il proprio divertimento.
Ma fare della danza la propria professione.. Beh, quella è tutta un’altra cosa.

Si sa, il corpo è lo strumento di un ballerino e come tale deve avere alcune caratteristiche, a cui ho dedicato un altro post di questo blog (vedi “Il corpo nella danza).
Queste caratteristiche possono variare a seconda del tipo di danza che affrontiamo, ma è inutile girarci intorno o fare finta di niente, sono essenziali.

Il talento, altro punto fondamentale.. Ci nasci, punto.
 I ballerini, così come tutti gli artisti, nascono con una visione leggermente diversa delle cose, hanno una maggiore attitudine alla musica, al movimento, alle emozioni, all’interpretazione.. hanno la capacità di comunicare attraverso il corpo, di emozionare, di far sognare.

La personalità, forse la caratteristica più difficile, ma è quella che fa la differenza.
Un danzatore vero è in grado di riempire un palcoscenico restando immobile. Forza, energia ed eleganza sono talmente marcate che diventano palpabili, concrete, le senti addosso.
E’ come entrare da un fiorista, sei circondato da esemplari di fiori stupendi,  ognuno bellissimo per le proprie caratteristiche, ma poi ne trovi uno che emana un profumo che sovrasta tutti gli atri, inconfondibile.. e immediatamente te ne innamori.
Ecco, i ballerini dotati di personalità sono proprio come quel fiore. Il loro profumo ti riempie e tutto il resto sparisce.

Ultimo punto, quello più discutibile, quello più fastidioso: Il portafoglio.
Non possiamo fare finta di niente, la danza (quella fatta bene) costa. Non è un passatempo o un divertimento, è un vero e proprio investimento.
Se vuoi diventare un danzatore professionista devi studiare, studiare tanto, studiare bene.. ma studiare non basta.
Una volta preparato, il danzatore inizia la sua avventura fatta di Stage, Concorsi, Borse di studio, Viaggi, Audizioni.. deve provare e riprovare finchè non trova la sua strada e questo può richiedere un mese come anni.

Diventare un danzatore professionista non è semplice e non è scontato.
Ma non è impossibile, conosco due persone con cui ho avuto il piacere di studiare che queste doti le hanno tutte e ce la stanno facendo, stanno rincorrendo il loro sogno a suon di sacrifici e fatica ed è a loro che dedico questo post.
In bocca al lupo G e M.


Noi comuni mortali continuiamo ad amare questa fantastica e crudele arte. :)

martedì 18 dicembre 2012

Lo Schiaccianoci


Oggi Google celebra con il suo Doodle il 120° anniversario della prima rappresentazione del celebre balletto “Lo Schiaccianoci”.
Questo balletto ormai è diventato una tradizione de periodo natalizio, quasi come il panettone e l’albero di Natale.
L’atmosfera dello Schiaccianoci è magica, colorata, calda e richiama immediatamente le memorie delle feste Natalizie passate in famiglia con pacchetti regalo sotto l’albero e la neve che cade fuori dalla finestra.
E’ un classico, insieme a balletti come il Lago dei cigni e la Bella Addoirmentata.. E la visione è adatta a tutti, ma soprattutto i bambini potranno apprezzare la magia di questa fiaba russa.
Vediamo ora un po’ di storia e la trama di questo fiabesco balletto:
Lo Schiaccianoci è un balletto con musiche di Pëtr Il'ič Čajkovskij (op. 71), il quale seguì minuziosamente le indicazioni del coreografo Marius Petipa e, in seguito, quelle del suo successore Lev Ivanov.
Il balletto fu commissionato dal capo dei Teatri Imperiali Russi, Ivan Aleksandrovič Vsevoložskij.
La storia deriva dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann ..
La prima rappresentazione, ebbe luogo il 18 dicembre 1892 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, Russia. Fu condotta interamente dal compositore italiano Riccardo Drigo e coreografata dal ballerino russo Lev Ivanov: questa esecuzione tuttavia non riscosse successo

Dopo la prima esecuzione di Ivanov vanno ricordate quelle riviste da Gorskij nel 1917 e da Lopukhov nel 1929.
Gli anni successivi videro numerose versioni differenti del balletto, la rivisitazione più particolare fu quella di George Balanchine che nel 1954 decise di dividere il balletto in due parti, seguendo la trama originale: la realtà e il sogno. Questa versione fu poi rappresentata dal New York City Ballet.
Lo Schiaccianoci è anche uno dei soggetti maggiormente rappresentato nelle scuole di ballo, una versione ad esempio è quella creata per la Scuola di Ballo dell'Accademia del Teatro alla Scala di Milano da Frederic Olivieri (attualmente direttore della Scuole di Ballo), rappresentata al Piccolo Teatro di Milano nel 2011 e nel 2012
Lo Schiaccianoci è stato ripreso più volte dal cinema, dal teatro e anche dallo sport, soprattutto le sue musiche e la sua trama.
L'attuale popolarità de Lo Schiaccianoci è in parte dovuta a Willam Christensen, fondatore della compagnia San Francisco Ballet, che importò il lavoro negli Stati Uniti nel 1944. Il successo del balletto creò una vera e propria tradizione invernale nelle rappresentazioni dell'opera negli Stati Uniti.
Il libretto è tratto da un racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann ma non nella sua forma originale, perché sembrerebbe troppo cruenta.
Il racconto ripreso dal libretto dunque si basa su una revisione meno cruenta di Alexandre Dumas. Qui verrà analizzata la versione originale del balletto, quella di Marius Petipa.
La trama:
Durante la vigilia di Natale, agli inizi del XIX secolo, il sindaco indice una festa per i suoi amici e per i loro piccoli figli.
Questi, in attesa dei regali e pieni di entusiasmo, stanno danzando quando arriva il signor Drosselmeyer, un amico di famiglia, che porta regali a tutti i bambini, intrattenendoli con giochi di prestigio, nonostante all'inizio incuta paura ai bambini.
Alla sua prediletta, Clara (in russo Mascha), regala uno schiaccianoci a forma di soldatino che Fritz, il fratello della bambina, rompe per dispetto.
Arrivano così alla festa anche i parenti, che si uniscono alla festa danzando. Clara, stanca per le danze della serata, dopo che gli invitati si ritirano, si addormenta sul letto e inizia a sognare. È mezzanotte, e tutto intorno a lei inizia a crescere: la sala, l'albero di Natale, i giocattoli... e soprattutto una miriade di topi che cercano di rubarle lo schiaccianoci.
Clara tenta di cacciarli, quando lo Schiaccianoci si anima e partecipa alla battaglia con i soldatini di Fritz: alla fine, rimangono lui e il Re Topo, che lo mette in difficoltà. Clara, per salvare il suo Schiaccianoci, prende la sua ciabatta e la lancia addosso al Re Topo, distraendolo; lo Schiaccianoci lo colpisce uccidendolo. Ed ecco che lo Schiaccianoci si trasforma in un Principe, e Clara lo segue, entrando in una foresta innevata. L'Atto si chiude con uno splendido Valzer dei fiocchi di neve.
I due giovani entrano nel Regno dei Dolci, dove al Palazzo li riceve la Fata Confetto, che si fa raccontare dallo Schiaccianoci tutte le sue avventure, e di come ha vinto la battaglia col Re Topo. Subito dopo, tutto il Palazzo si esibisce in una serie di danze che compongono il Divertissement più famoso e conosciuto delle musiche di Čajkovskij e che rendono famoso il balletto, culminando nel conosciutissimo Valzer dei fiori.
Dopo, il Principe e la Fata Confetto si esibiscono in un Pas de deux. Il balletto si conclude con un ultimo Valzer, e il sogno finisce: una volta risvegliata, mentre si fa giorno, Clara ripensa al proprio magico sogno abbracciando il suo Schiaccianoci.
Per voi, un piccolo assaggio: Il Valzer dei Fiori. 
Buona visione!

lunedì 10 dicembre 2012

Lindsey Stirling


L’altro giorno, vagavo su Youtube alla ricerca di musiche interessanti per le mie lezioni di danza e mi sono trovata ad ascoltare una musica finalmente diversa, inusuale e terribilmente piacevole.
L’autrice di questa delizia per le orecchie è una talentuosa giovane americana, un folletto dalle movenze aggraziate: Lindsey Stirling.
Lindsey Stirling (26 anni) è una violinista, compositrice e danzatrice statunitense.
Lindsey è conosciuta per la sua versatilità nel suonare ogni tipo di genere musicale, dal country all'hip hop.
All'età di 23 anni Stirling è entrata nei quarti di finale della quinta stagione di America's Got Talent, dove si era presentata come "Hip Hop Violinist". Dopo la sua performance, Sharon Osbourne disse, "Wow... we love you Lindsey!" e Piers Morgan dichiarò la sua performance "elettrizzante" dando un'ottima impressione ai giudici.
All'età di 5 anni, influenzata dai dischi di musica classica del padre, Lindsey chiese di poter imparare a suonare il violino. Lindsey ha ricevuto lezioni private per 12 anni. A 16 anni si unì a quattro amici per creare una rock band chiamata "Stomp on Melvin", per la quale compose un brano rock per violino, che la aiutò a vincere i due titoli di Miss Arizona Jr. nel 2005, e la categoria 'talento' di Miss America Jr.
Poco dopo la sua performance su America's Got Talent nel 2010, il regista Devin Graham la contattò via Facebook nella speranza di riuscire a fare un video insieme. Pochi mesi dopo, programmarono di fare un video musicale per la sua nuova canzone, "Spontaneous Me". È stato registrato mentre Graham era in viaggio d'affari li vicino. Il video ha dato un grande impulso alla popolarità di Lindsey che ha cominciato a fare video musicali per il suo canale di YouTube regolarmente.
 Nelle sue performance, Lindsey Stirling sperimenta combinando il suo violino con l'hip pop,dubstep e shuffling.
Non solo.. Con il suo violino tra le braccia, Lindsey balla.. e lo fa pure bene! Si fa guidare dalle note della sua musica creando sinuose coreografie in cui il violino è il suo partner, insieme danno vita a meravigliosi passi a due.
Voto 10 per Lindsey.

mercoledì 28 novembre 2012

The Real Zumba Fitness


Riccione, 5° centigradi e spiagge deserte.

Con la sacca sulle spalle, io e il mio collega ci mettiamo in viaggio alle 4 del mattino per un training intensivo di Zumba Fitness con la Zes Vicky Zagarra.
Incontro tanto atteso e carico di aspettative, almeno per il mio collega.
Si prospetta una giornata dura, ma divertente..almeno questo ci è stato promesso dalla nostra trainer, io infatti di Zumba, prima di questo incontro, ne sapevo ben poco.
O meglio, tutti ormai abbiamo capito che cos’è e a cosa serve, ma sono pochi quelli che sanno davvero i principi su cui si basa questa attività di Fitness..si perché è proprio un’attività di Fitness. Non imparerete a ballare il latino americano, non farete coreografie per il saggio, non andrete in piazza a fare spettacoli di Zumba Fitness.

Il programma Zumba Fitness nasce dall’idea di Beto Perez a metà degli anni 90 in Colombia. Dopo una serie di insuccessi, Beto incontra le persone giuste e rapidamente questo programma diventa un movimento mondiale e uno stile di vita.

Torniamo a Riccione.. Siamo in una normalissima palestra io , il mio collega e altri 30 personaggi in vestiti fluorescenti. Alla reception ci accoglie lei, Vicky Zagarra, una splendida donna colombiana dai lunghi capelli neri e gli occhi verdi.
Dopo la consegna del materiale, di una barretta e di una banana, si inizia il trainer con una lezione intera di Zumba Fitness.. e dopo soli 10 minuti gli specchi della sala si appannano, i vestiti si bagnano e i visi dei partecipanti assumono colori che vanno dal rosa cicca al viola.
Vicky è rivolta verso di noi e non parla; cosa alquanto strana in una lezione di fitness..ma anche questo, scopriremo poi, ha un motivo.
La lezione finisce e i partecipanti con dei sorrisi ebeti stampati sulla faccia, si trascinano verso le loro barrette e banane desiderosi di rifocillarsi.
La giornata prosegue con le spiegazioni tecniche dei passi e delle variazioni..eh si, non ci crederete mai, ma Zumba Fitness ha una tecnica!
“Ah aspetta, quindi mi stai dicendo che quando sono andata a quella lezione in cui ballavamo la Samba su Ai Seu te pego…” Già, non era Zumba Fitness.

La lezione di Zumba Fitness è articolata in 3 momenti ben distinti, il fulcro di questi 3 momenti sono le Zumba Dance, ovvero tutte i diversi stili di danza a cui si ispira questo programma, ma attenzione, ripeto, non imparerete mai a ballare la salsa o il merengue. Semplicemente sfrutterete le musiche latine e i passi di questi balli per praticare del Fitness vestito a festa.
Zumba Fitness è un programma facile, efficace e divertente.. I vostri istruttori qualificati, specialmente i membri Zin, cioè coloro che ricevono una formazione continua, sapranno rendere tutti i vostri sforzi divertenti con musiche e passi coinvolgenti e sempre nuovi.
E se dopo aver letto questo post, avete dei dubbi e non siete sicuri che ciò che stiate facendo nella vostra palestra o scuola sia effettivamente Zumba.. informatevi! Date un’occhiata al sito ufficiale di Zumba Fitness (il link lo trovate alla fine di questo post), fate domande al vostro istruttore, guardate i video..

Quindi ora lo posso dire.. il programma Zumba Fitness è un ottimo brucia-calorie e tonificante e ha permesso a molte persone di perdere peso, ma.. non vi accorgete mai che state facendo fatica.. Questa è la sua magia.

giovedì 22 novembre 2012

Il Cigno Nero


Quasi tutti, esperti del settore danza o meno, hanno sentito parlare del Film “Black Swan” di Darren Aronofsky.
Pellicola del 2010 che ha riscosso un notevole successo e ha ottenuto diverse critiche positive, ma anche  negative (soprattutto nel mondo del balletto).

Flm drammatico, thriller psicologico o horror, comunque lo vogliate chiamare, questa pellicola si addentra nella vita di Nina, una ballerina di una compagnia di New York, alle prese con il ruolo da protagonista del celebre balletto “Il lago dei cigni”.
Nina è una ragazza palesemente disturbata, se uno psicologo studiasse il film, potrebbe probabilmente diagnosticarle diverse patologie mentali: Anoressia e bulimia, schizofrenia paranoica, autolesionismo, deliri di persecuzione, cleptomania, ambivalenza affettiva, “frigidità”..e chi più ne ha più ne metta.
Il tutto prende evidentemente origine dal rapporto morboso che Nina ha con la madre, ex ballerina fallita che addossa alla figlia fragile una serie di aspettative e la opprime cercando di tenere sotto controllo ogni aspetto della sua vita, particolarmente esplicativi sono i momenti in cui la madre spoglia Nina monitorando eventuali lesioni  o la pettina, oppure ancora le scene in cui la madre si infila nella cameretta della figlia e la osserva dormire.

Nina si dimena tra ansie, vomito autoindotto, deliri visivi e uditivi e manie di persecuzione e attraverso un viaggio surreale e sconvolgente dentro se stessa riuscirà a trovare il lato oscuro che le permetterà di interpretare al meglio non solo il cigno bianco, ruolo per lei perfetto, ma anche il cigno nero, la metà più erotica e passionale.

Il film per un’ora scarsa mantiene la sua credibilità, indagando e addentrandosi nella psicologia di una ballerina disturbata e focalizzandosi sul rapporto morboso con la madre e la rivalità con le altre danzatrici; aspetti parzialmente presenti nella realtà del balletto.
Da un certo punto in poi invece, la pellicola si trasforma in un’ analisi surreale ed esagerata, trasformandosi inevitabilmente in un film horror.

Il film ha subito molte critiche poiché sono molte le scene esplicite di sesso o di auto-lesionismo. Il film è stato aspramente criticato dagli addetti del mondo del balletto classico in quanto "il mondo del balletto sembra frequentato solo da persone cariche di odio, cinismo e opportunismo". Inoltre l'atmosfera onirica e dark che impregna tutta la produzione, unita alla poca simpatia che emana la fragile personalità della protagonista femminile, certamente non dà una visione positiva e serena del mondo del balletto. 
Tutto vero per carità, certi aspetti relativi al mondo del balletto, sono veramente esagerati, ma se non si guarda il film pensando di vedere un documentario sulla danza e ci si focalizza sulla storia e sulla personalità disturbata della protagonista (che ovviamente non è determinata dal suo essere una ballerina), diventa una piacevole visione.

lunedì 19 novembre 2012

Sbarra a Terra


Arrivo da un weekend intensivo dedicato alla sbarra a terra, un seminario condotto dall’ex docente di Sbarra a Terra della Scala Alex D’orsai.
Premetto che oggi, dopo 12 ore dedicate a questa attività, non c’è un solo muscolo del mio corpo che non mi faccia male.
Ma, nonostante i dolori accusati, posso dire con certezza che la Sbarra a terra è un lavoro fondamentale e assolutamente benefico per ogni ballerino.
Purtoppo in Italia questa disciplina è ancora piuttosto trascurata, non viene ancora percepita la sua importanza nella formazione di un ballerino.

La sbarra a terra permette di sviluppare perfettamente i muscoli che i danzatori utilizzano maggiormente nella loro attività tersicorea.
Quante volte, in una lezione di danza classica si sente il maestro dire: “Dai,usa gli adduttori!” oppure ancora “Tieni gli addominali attivi!”… Benissimo, è importante che un ballerino sappia usare i muscoli giusti, ma come si può pretendere che un bambino mantenga la parete addominale attiva, se non gli è stato insegnato come?
Ecco, la Sbarra a terra serve proprio a questo, a dare un supporto al ballerino, ad aiutarlo a gestire e controllare la propria muscolatura e la propria postura, in modo da facilitare l’esecuzione degli esercizi e ad avere una maggiore padronanza del proprio corpo.

Uso le parole di Alex D’Orsai per darvi un’idea più dettagliata di cosa sia questa disciplina:
E’ una disciplina che, come dice il nome, si svolge interamente a terra. La lezione, concepita per fornire un’impostazione e una postura di base correttamente allineata, ed un allungamento muscolare totale, si presenta come l’ideale complemento ad un corso di danza, sia essa accademica, moderna (contemporanea o jazz), di carattere, di spagnolo o di Tip-Tap.
La posizione a terra permette di sviluppare la propria padronanza muscolare senza il supporto visivo dello specchio ed impone una concentrazione particolare. Il lavoro si basa sulla ricerca e lo sviluppo specifico di muscoli quali i trapezi ed i gran rotondi  (muscoli della cintura scapolare), i gran dorsali, gli adduttori della coscia e, naturalmente, tutti gli addominali : in tale fascia muscolare si situa il punto focale di forza e di equilibrio di tutto il corpo, quel punto che i cinesi chiamano tan-tien, dal quale fanno partire la respirazione controllata.  
La sbarra a terra permette di
 - percepire e, poi, lavorare dei muscoli spesso non utilizzati nella loro totale potenzialità
 - alleggerisce di conseguenza il lavoro di altri troppo caricati, avvantaggiandoli
 - garantisce un rinforzo e nello stesso tempo un allungamento di tutta la massa   muscolare
 - potenzia l’en dehors
 - insegna il coordinamento tra respirazione e movimenti di danza
 - fornisce l’esatta percezione dell’allineamento sia della colonna vertebrale che degli arti     inferiori rispetto al bacino

Insomma, una lavoro FONDAMENTALE da affiancare allo studio della danza classica, moderna e contemporanea.
Non è una disciplina divertente, non da nessun tipo di soddisfazione artistica, è un lavoro duro e pesante che richiede molta concentrazione.. Ma vi assicuro che, se la vostra ambizione è quella di diventare realmente un ballerino, la Sbarra a Terra può cambiare profondamente il vostro corpo e darvi una marcia in più nell’affrontare il lavoro del danzatore.

E oggi io, dopo questo intenso seminario, mi sento benissimo… Dolori a parte.

martedì 13 novembre 2012

Danza e ..Tecnologia


..Due mondi distanti. Una ballerina è un essere leggero ed etereo che si aggira su palcoscenici in legno logoro con i suoi abiti svolazzanti e le sue calze rosa. Che cos’ha questo a che vedere con la tecnologia? Nulla effettivamente.
La danza classica è classica per definizione,  punto. Nulla potrà mai cambiare la sua essenza.
Ma guardiamo oltre.. Analizziamo la danza nella sua complessità, è davvero così distante dalla tecnologia? No, la risposta è NO.

La danza contemporanea sperimenta andando alla ricerca di un corpo “altro” dall’idealizzazione realizzata dalla tradizione del balletto classico accademico. Il corpo del danzatore contemporaneo è un ipercorpo, è un corpo in cui si inscrive la realtà contemporanea dell’uomo moderno del nuovo millennio.
Sono anni che la danza contemporanea sperimenta, cerca una sua collocazione nella realtà e si rinnova per stare a passo con i tempi.
Il primo tentativo di “rivoluzione” è stata messo in pratica da uno dei padri fondatori della danza contemporanea: Merce Cunningham. Cunningham è già cosciente del fatto che le tecnologie saranno in grado di arricchire il processo di creazione coreografica ma che la riluttanza del mondo accademico rischierà di rallentarne di molto l’introduzione nella danza.
Il desiderio di Cunningham è quello di trovare il mezzo più ottimale per realizzare i propri obiettivi artistici. La “tecnologia elettronica” ha introdotto un nuovo modo di vedere la realtà, di negoziare, di pensare. Grazie ai nuovi media digitali è sempre più possibile “editare” un prodotto creativo, inter-agendo su di esso, annullando o ripristinando modifiche che non andranno ad influenzare il “già salvato”.
Da questo presupposto, Cunningham ipotizza un sistema di “notazione di danza elettronica immediata” che serva a mostrare i movimenti della danza, fermali o rallentarli. Nel 1986 questa sua idea si materializza nel software Life Forms un software di animazione 3D di proprietà della Credo Interactive.
E dopo di lui, molti hanno percorso questa strada, portando alla danza contemporanea nuove tecnologie e nuovi spunti di riflessione e ricerca.
In Italia, la danza sperimentale e multimediale porta il nome di Ariella Vidach.
Creata in Svizzera nel 1988, l’Associazione culturale AiEP (acronimo di Avventure in Elicottero Prodotti) nasce dalla comunione di intenti di un gruppo di artisti di diversa provenienza, interessati a realizzare progetti di ricerca nell’ambito delle arti visive multimediali e a sviluppare un linguaggio espressivo che attinga dai più svariati campi artistici (danza, musica, video-arte, design).
Nel 1996 Ariella Vidach e Claudio Prati, due dei fondatori di AiEP, creano a Milano un’altra associazione culturale,Ariella Vidach - AiEP, ampliando gli orizzonti geografici ed artistici per approfondire la ricerca nell’ambito delle nuove tecnologie applicate alla danza contemporanea e alle arti performative.
In oltre vent’anni di attività, il percorso artistico di AiEP ha esplorato l’utilizzo dei media interattivi in un crescendo di complessità: dall’utilizzo di proiezioni video in scena a sensori quasi invisibili indossati dagli interpreti, passando per la motion capture e la computer-grafica, la relazione tra corpo, coreografia e sistema interattivi si è andata assottigliando e le interferenze tra arte e tecnologia sono diventate sempre più raffinate e suggestive.

Ma non è finita qui, finora ho indagato solo sulla danza quella vera, quella artistica, quella performativa.. ma facciamo un passo in più.
La danza si sposta continuamente e ricerca collocazioni inusuali per la propria tradizione, anticonvenzionali.
Dal teatro al cinema, da una piattaforma a un video.. il passaggio è rapido, ed eccola lì. Ci troviamo la danza proprio davanti ai nostri occhi, sotto i nostri piedi, dritta dritta in casa nostra.
La danza sta espandendo i suoi orizzonti e va a collocarsi nella quotidianità, diventa attività di intrattenimento e ludica. E lo fa grazie a ciò che è sempre più caro all’uomo contemporaneo: la tecnologia.

Giochi come Dance Dance Revolution, Just Dance e Dance Central ne sono la testimonianza.
Dance Dance Revolution è un videogioco musicale di genere exergaming prodotto da Konami, pubblicato come arcade e su PlayStation. È dotato di una pedana con quattro frecce (su, giù, destra e sinistra), e seguendo il tempo e il ritmo di una data canzone, si leggono le frecce indicate su uno schermo e si premono con i piedi i relativi pulsanti sulla pedana.
Just Dance è un videogioco musicale sviluppato e pubblicato da Ubisoft per Wii. È simile al gioco Dance Dance Revolution con i ballerini che si muovono sullo schermo al fine di guadagnare punti ma la modalità di gioco è molto diversa. In Dance Dance Revolution i ballerini devono schiacciare con i piedi quattro frecce (su, giù, destra e sinistra) su una pedana per abbinare le frecce di scorrimento che appaiono su schermo. In Just Dance i giocatori usano solo il Wii Remote e tentare di imitare tutte le mosse del ballerino che appare sullo schermo. I giocatori guadagnano punti in base ai movimenti svolti e a come li si esegue.
Il controller del Nintendo Wii, utilizza un approccio differente da quello tradizionale, nel tentativo di risultare interessante per un pubblico più vasto. Ha la forma di un comune telecomando da televisione e viene tenuto in una sola mano. Essendo simmetrico, appare ugualmente utilizzabile da destrimani e mancini. Il controller è la maggiore innovazione degli ultimi venti anni nell'ambito delle console. Dei led ad infrarossi incorporati nelle estremità del Wii Sensor Bar  permettono al controller di percepire il puntamento verso lo schermo, mentre l'accelerometro integrato nello stesso controller gli permette di percepire l'inclinazione e la rotazione. La comunicazione tra controller e console Wii utilizza la tecnologia Bluetooth.
Dance Central. Il primo videogioco di danza in esclusiva su Kinect  per Xbox 360®,assolutamente coinvolgente, senza l'utilizzo di controller e dotato di un sistema di rilevamento dei movimenti del corpo. Ogni routine offre una vera e propria coreografia sia per principianti che per esperti, oltre a una colonna sonora  con brani di artisti pop, hip-hop e R&B. Kinect utilizza un sensore di movimento in grado di rilevare i movimenti di tutto il corpo.  Mentre giochi, Kinect crea una ricostruzione digitale del tuo scheletro basandosi sui dati di profondità rilevati. Quindi, quando ti sposti a sinistra o a destra oppure salti il sensore cattura i tuoi movimenti e li riproduce nel gioco.

Insomma, sicuramente non vedremo grandi performance sul tappeto del nostro soggiorno, ma questi videogiochi sono un grande strumento di divulgazione dei benefici dell’ attività motoria e permettono a chiunque di godere del piacere della danza.