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giovedì 24 gennaio 2013

I Ballerini di Mtv


Ed eccoci qua.. Mtv non poteva certo rimanere fuori dai giochi.
In un mondo in cui la danza viene associata a Maria De Filippi e a veline sgambettanti sopra ad un bancone, lo storico canale musicale se ne viene fuori con un’altra trovata.
Dopo aver seguito le Ginnaste della nazionale italiana e i Calciatori allievi della Fiorentina, Mtv si sposta nel mondo della danza classica e va a spiare i Ballerini della Scuola del Teatro San Carlo di Napoli.

Il programma inizierà Domenica 3 Febbraio e, a detta di Mtv, “Scopriremo insieme come la danza sia una strada piena di ostacoli e molto solitaria che tempra il corpo e l'anima dei giovani allievi della Scuola di Danza del Teatro San Carlo di Napoli”.

Lo ammetto, sono perplessa.
Perché, diciamolo chiaramente, non c’è nulla di interessante nel guardare dei ballerini che si allenano, sudano, provano e riprovano in una sala danza, a meno che tu non sia un ballerino ovviamente.
Per la gente comune, per chi non è “del settore” tutto questo è NOIA.
Quindi, a meno che questo programma non sia indirizzato ad un pubblico esclusivo di danzatori, dubito che possa essere veramente un format in cui potremo osservare “Ore passate alla sbarra, anni di sacrifici, una ferrea disciplina, le sei posizione di base ripetute all'infinito alla ricerca della perfezione, il costante confronto e scontro con lo specchio per controllare postura e movimenti” (sempre cit. di Mtv).
E allora che senso ha? Vedremo per l’ennesima volta adolescenti in lacrime, storie d’amore e problemi con la scuola?
Non lo so, resto perplessa.

Ma Domenica 3 Febbraio cercherò di chiarire tutti i miei dubbi a riguardo facendomi una somministrazione forzata di tutte le 5 puntate in anteprima.

martedì 15 gennaio 2013

Billy Elliot


Inghilterra, 1984.
Billy, un ragazzino di undici anni orfano di madre, passa le sue giornate ad accudire la nonna e a frequentare lezioni di pugilato.
Il padre e il fratello sono minatori in sciopero a causa della chiusura delle miniere, unica fonte di sostentamento per le famiglie di Durham Coalfield.
Un giorno, nella palestra di pugilato, arriva Mrs. Wilkinson, insegnante di danza classica frustrata con un seguito di bambine saltellanti in tutù rosa.
Mrs. Wilkinson insegna danza nella palestra e Billy, dopo un attimo di curiosità e timore, si ritrova alla sbarra.
Tra un demi-pliè e un tendu, l’insegnante riconosce del talento in quel ragazzino impacciato e lo sprona a frequentare le sue lezioni.
Billy continua a frequentare il corso di danza classica, fino a quando si imbatte nel divieto severo del padre, finora all’oscuro di tutto.
La notte di Natale, Billy entra nella palestra con il suo amico Michael e, mentre si dimena in una danza compulsiva, il padre lo sorprende .
Dopo aver visto il figlio ballare per la prima volta, il padre di Billy capisce che la danza potrebbe essere l’unica via per sfuggire alla grigia e opprimente situazione lavorativa che li circonda e decide di accompagnarlo di persona all’audizione per la Royal Ballet School di Londra.

Ed è proprio durante l’audizione che Billy rivela il suo essere ballerino in una frase:
“Esaminatrice: Posso chiederti, Billy, che genere di sensazioni hai quando danzi?
Billy: Non lo so... una bella sensazione... Sto lì, tutto rigido, ma dopo che ho iniziato, allora, dimentico qualunque cosa. E... è come se sparissi. Come se sparissi. Cioè, sento che tutto il corpo cambia, ed è come se dentro avessi un fuoco, come se... volassi. Sono un uccello. Sono elettricità. Sì, sono elettricità.”


E il finale.. beh il finale è un’estasi. Ovviamente non lo svelo.. Chi non ha mai visto questo film deve solo guardarlo.

Emozionante, triste e sorprendente.. “Billy Elliot” ci rivela la passione per la danza difficile e inaspettata, quella passione che hai dentro ma non sai spiegare, quella passione che sembra ridicola a chiunque ti stia intorno.

E Billy è.. Il trionfo del talento, della volontà e della determinazione.

giovedì 10 gennaio 2013

Shall we Dance?


Ammettiamolo, Richard Gere in abito da sera che si muove a tempo di 1,2,3 fa ancora girare la testa.
60 anni suonati, capello brizzolato, sguardo penetrante e sorriso irresistibile, Richard è il protagonista di “Shall we Dance?”, film del 2004 divertente e un poco mieloso.
Co-protagoniste, una sensuale Jennifer Lopez e un’insicura Susan Sarandon.

Richard Gere nel film è John, un uomo di mezz’età che trascorre le sue giornate tra casa e ufficio e che scopre nel ballo una passione che gli rende le giornate più colorate e che gli fa apprezzare con più gusto le cose che ha.
Jennifer Lopez è Paulina, insegnante di ballo che ha lasciato il sogno di ballare come professionista per dedicarsi all’insegnamento e che, grazie alla passione di John riuscirà ad ottenere la motivazione e la voglia di tornare a ballare.
Susan Sarandon è la moglie di John, donna in carriera e madre che, spaventata dalle continue assenze del marito, si convince che egli abbia una tresca.

La trama è tutta qui, un film semplice e piacevole che ci mostra come il ballo possa diventare un motivo di distrazione e  divertimento,  che ci mostra come il ballo possa unire le persone e far riscoprire antiche passioni, che ci mostra come il ballo possa abbattere stereotipi e barriere.
“Shall we dance?” svela la magia del ballo di coppia e le emozioni nascoste dietro un Tango o una Rumba.

E poi, lo ammetto, anch’io ragazza dal cuore di pietra, ho avuto un attimo di occhio lucido nel momento in cui il fascinoso John prende per mano la dubbiosa moglie e la trascina in un Valzer lento.
Perché è così, è tutto vero, lo vedo tutte le settimane nelle lezioni di Balli latini americani nella nostra piccola scuola, il ballo unisce, il ballo diverte, il ballo fa innamorare.
E’ vero, Jennifer Lopez è molto poco credibile come ballerina da sala, ma giuro che è venuta anche a me la voglia di indossare un lungo abito di Paillettes e muovermi a tempo di 1,2,3.

lunedì 7 gennaio 2013

Danzare, una questione di corpo, talento, personalità e.. Portafoglio


“La danza è di tutti, non per tutti.”
Parole della strega della danza di Canale 5, quella che dice che per ballare devi essere alto, snello e avere il collo del piede.. Insomma, abbiamo capito tutti di chi parlo.
Nonostante i suoi interventi siano a volte opinabili, su questa affermazione non posso far altro che assentire.
E’ facile avvicinarsi al mondo della danza, è facile amarlo, è facile ammirarlo, è facile ballare. Ed è giusto così, non c’è niente di più bello di vedere ragazzi e ragazze che fanno della danza il proprio divertimento.
Ma fare della danza la propria professione.. Beh, quella è tutta un’altra cosa.

Si sa, il corpo è lo strumento di un ballerino e come tale deve avere alcune caratteristiche, a cui ho dedicato un altro post di questo blog (vedi “Il corpo nella danza).
Queste caratteristiche possono variare a seconda del tipo di danza che affrontiamo, ma è inutile girarci intorno o fare finta di niente, sono essenziali.

Il talento, altro punto fondamentale.. Ci nasci, punto.
 I ballerini, così come tutti gli artisti, nascono con una visione leggermente diversa delle cose, hanno una maggiore attitudine alla musica, al movimento, alle emozioni, all’interpretazione.. hanno la capacità di comunicare attraverso il corpo, di emozionare, di far sognare.

La personalità, forse la caratteristica più difficile, ma è quella che fa la differenza.
Un danzatore vero è in grado di riempire un palcoscenico restando immobile. Forza, energia ed eleganza sono talmente marcate che diventano palpabili, concrete, le senti addosso.
E’ come entrare da un fiorista, sei circondato da esemplari di fiori stupendi,  ognuno bellissimo per le proprie caratteristiche, ma poi ne trovi uno che emana un profumo che sovrasta tutti gli atri, inconfondibile.. e immediatamente te ne innamori.
Ecco, i ballerini dotati di personalità sono proprio come quel fiore. Il loro profumo ti riempie e tutto il resto sparisce.

Ultimo punto, quello più discutibile, quello più fastidioso: Il portafoglio.
Non possiamo fare finta di niente, la danza (quella fatta bene) costa. Non è un passatempo o un divertimento, è un vero e proprio investimento.
Se vuoi diventare un danzatore professionista devi studiare, studiare tanto, studiare bene.. ma studiare non basta.
Una volta preparato, il danzatore inizia la sua avventura fatta di Stage, Concorsi, Borse di studio, Viaggi, Audizioni.. deve provare e riprovare finchè non trova la sua strada e questo può richiedere un mese come anni.

Diventare un danzatore professionista non è semplice e non è scontato.
Ma non è impossibile, conosco due persone con cui ho avuto il piacere di studiare che queste doti le hanno tutte e ce la stanno facendo, stanno rincorrendo il loro sogno a suon di sacrifici e fatica ed è a loro che dedico questo post.
In bocca al lupo G e M.


Noi comuni mortali continuiamo ad amare questa fantastica e crudele arte. :)