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martedì 18 dicembre 2012

Lo Schiaccianoci


Oggi Google celebra con il suo Doodle il 120° anniversario della prima rappresentazione del celebre balletto “Lo Schiaccianoci”.
Questo balletto ormai è diventato una tradizione de periodo natalizio, quasi come il panettone e l’albero di Natale.
L’atmosfera dello Schiaccianoci è magica, colorata, calda e richiama immediatamente le memorie delle feste Natalizie passate in famiglia con pacchetti regalo sotto l’albero e la neve che cade fuori dalla finestra.
E’ un classico, insieme a balletti come il Lago dei cigni e la Bella Addoirmentata.. E la visione è adatta a tutti, ma soprattutto i bambini potranno apprezzare la magia di questa fiaba russa.
Vediamo ora un po’ di storia e la trama di questo fiabesco balletto:
Lo Schiaccianoci è un balletto con musiche di Pëtr Il'ič Čajkovskij (op. 71), il quale seguì minuziosamente le indicazioni del coreografo Marius Petipa e, in seguito, quelle del suo successore Lev Ivanov.
Il balletto fu commissionato dal capo dei Teatri Imperiali Russi, Ivan Aleksandrovič Vsevoložskij.
La storia deriva dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann ..
La prima rappresentazione, ebbe luogo il 18 dicembre 1892 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, Russia. Fu condotta interamente dal compositore italiano Riccardo Drigo e coreografata dal ballerino russo Lev Ivanov: questa esecuzione tuttavia non riscosse successo

Dopo la prima esecuzione di Ivanov vanno ricordate quelle riviste da Gorskij nel 1917 e da Lopukhov nel 1929.
Gli anni successivi videro numerose versioni differenti del balletto, la rivisitazione più particolare fu quella di George Balanchine che nel 1954 decise di dividere il balletto in due parti, seguendo la trama originale: la realtà e il sogno. Questa versione fu poi rappresentata dal New York City Ballet.
Lo Schiaccianoci è anche uno dei soggetti maggiormente rappresentato nelle scuole di ballo, una versione ad esempio è quella creata per la Scuola di Ballo dell'Accademia del Teatro alla Scala di Milano da Frederic Olivieri (attualmente direttore della Scuole di Ballo), rappresentata al Piccolo Teatro di Milano nel 2011 e nel 2012
Lo Schiaccianoci è stato ripreso più volte dal cinema, dal teatro e anche dallo sport, soprattutto le sue musiche e la sua trama.
L'attuale popolarità de Lo Schiaccianoci è in parte dovuta a Willam Christensen, fondatore della compagnia San Francisco Ballet, che importò il lavoro negli Stati Uniti nel 1944. Il successo del balletto creò una vera e propria tradizione invernale nelle rappresentazioni dell'opera negli Stati Uniti.
Il libretto è tratto da un racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann ma non nella sua forma originale, perché sembrerebbe troppo cruenta.
Il racconto ripreso dal libretto dunque si basa su una revisione meno cruenta di Alexandre Dumas. Qui verrà analizzata la versione originale del balletto, quella di Marius Petipa.
La trama:
Durante la vigilia di Natale, agli inizi del XIX secolo, il sindaco indice una festa per i suoi amici e per i loro piccoli figli.
Questi, in attesa dei regali e pieni di entusiasmo, stanno danzando quando arriva il signor Drosselmeyer, un amico di famiglia, che porta regali a tutti i bambini, intrattenendoli con giochi di prestigio, nonostante all'inizio incuta paura ai bambini.
Alla sua prediletta, Clara (in russo Mascha), regala uno schiaccianoci a forma di soldatino che Fritz, il fratello della bambina, rompe per dispetto.
Arrivano così alla festa anche i parenti, che si uniscono alla festa danzando. Clara, stanca per le danze della serata, dopo che gli invitati si ritirano, si addormenta sul letto e inizia a sognare. È mezzanotte, e tutto intorno a lei inizia a crescere: la sala, l'albero di Natale, i giocattoli... e soprattutto una miriade di topi che cercano di rubarle lo schiaccianoci.
Clara tenta di cacciarli, quando lo Schiaccianoci si anima e partecipa alla battaglia con i soldatini di Fritz: alla fine, rimangono lui e il Re Topo, che lo mette in difficoltà. Clara, per salvare il suo Schiaccianoci, prende la sua ciabatta e la lancia addosso al Re Topo, distraendolo; lo Schiaccianoci lo colpisce uccidendolo. Ed ecco che lo Schiaccianoci si trasforma in un Principe, e Clara lo segue, entrando in una foresta innevata. L'Atto si chiude con uno splendido Valzer dei fiocchi di neve.
I due giovani entrano nel Regno dei Dolci, dove al Palazzo li riceve la Fata Confetto, che si fa raccontare dallo Schiaccianoci tutte le sue avventure, e di come ha vinto la battaglia col Re Topo. Subito dopo, tutto il Palazzo si esibisce in una serie di danze che compongono il Divertissement più famoso e conosciuto delle musiche di Čajkovskij e che rendono famoso il balletto, culminando nel conosciutissimo Valzer dei fiori.
Dopo, il Principe e la Fata Confetto si esibiscono in un Pas de deux. Il balletto si conclude con un ultimo Valzer, e il sogno finisce: una volta risvegliata, mentre si fa giorno, Clara ripensa al proprio magico sogno abbracciando il suo Schiaccianoci.
Per voi, un piccolo assaggio: Il Valzer dei Fiori. 
Buona visione!

lunedì 10 dicembre 2012

Lindsey Stirling


L’altro giorno, vagavo su Youtube alla ricerca di musiche interessanti per le mie lezioni di danza e mi sono trovata ad ascoltare una musica finalmente diversa, inusuale e terribilmente piacevole.
L’autrice di questa delizia per le orecchie è una talentuosa giovane americana, un folletto dalle movenze aggraziate: Lindsey Stirling.
Lindsey Stirling (26 anni) è una violinista, compositrice e danzatrice statunitense.
Lindsey è conosciuta per la sua versatilità nel suonare ogni tipo di genere musicale, dal country all'hip hop.
All'età di 23 anni Stirling è entrata nei quarti di finale della quinta stagione di America's Got Talent, dove si era presentata come "Hip Hop Violinist". Dopo la sua performance, Sharon Osbourne disse, "Wow... we love you Lindsey!" e Piers Morgan dichiarò la sua performance "elettrizzante" dando un'ottima impressione ai giudici.
All'età di 5 anni, influenzata dai dischi di musica classica del padre, Lindsey chiese di poter imparare a suonare il violino. Lindsey ha ricevuto lezioni private per 12 anni. A 16 anni si unì a quattro amici per creare una rock band chiamata "Stomp on Melvin", per la quale compose un brano rock per violino, che la aiutò a vincere i due titoli di Miss Arizona Jr. nel 2005, e la categoria 'talento' di Miss America Jr.
Poco dopo la sua performance su America's Got Talent nel 2010, il regista Devin Graham la contattò via Facebook nella speranza di riuscire a fare un video insieme. Pochi mesi dopo, programmarono di fare un video musicale per la sua nuova canzone, "Spontaneous Me". È stato registrato mentre Graham era in viaggio d'affari li vicino. Il video ha dato un grande impulso alla popolarità di Lindsey che ha cominciato a fare video musicali per il suo canale di YouTube regolarmente.
 Nelle sue performance, Lindsey Stirling sperimenta combinando il suo violino con l'hip pop,dubstep e shuffling.
Non solo.. Con il suo violino tra le braccia, Lindsey balla.. e lo fa pure bene! Si fa guidare dalle note della sua musica creando sinuose coreografie in cui il violino è il suo partner, insieme danno vita a meravigliosi passi a due.
Voto 10 per Lindsey.

mercoledì 28 novembre 2012

The Real Zumba Fitness


Riccione, 5° centigradi e spiagge deserte.

Con la sacca sulle spalle, io e il mio collega ci mettiamo in viaggio alle 4 del mattino per un training intensivo di Zumba Fitness con la Zes Vicky Zagarra.
Incontro tanto atteso e carico di aspettative, almeno per il mio collega.
Si prospetta una giornata dura, ma divertente..almeno questo ci è stato promesso dalla nostra trainer, io infatti di Zumba, prima di questo incontro, ne sapevo ben poco.
O meglio, tutti ormai abbiamo capito che cos’è e a cosa serve, ma sono pochi quelli che sanno davvero i principi su cui si basa questa attività di Fitness..si perché è proprio un’attività di Fitness. Non imparerete a ballare il latino americano, non farete coreografie per il saggio, non andrete in piazza a fare spettacoli di Zumba Fitness.

Il programma Zumba Fitness nasce dall’idea di Beto Perez a metà degli anni 90 in Colombia. Dopo una serie di insuccessi, Beto incontra le persone giuste e rapidamente questo programma diventa un movimento mondiale e uno stile di vita.

Torniamo a Riccione.. Siamo in una normalissima palestra io , il mio collega e altri 30 personaggi in vestiti fluorescenti. Alla reception ci accoglie lei, Vicky Zagarra, una splendida donna colombiana dai lunghi capelli neri e gli occhi verdi.
Dopo la consegna del materiale, di una barretta e di una banana, si inizia il trainer con una lezione intera di Zumba Fitness.. e dopo soli 10 minuti gli specchi della sala si appannano, i vestiti si bagnano e i visi dei partecipanti assumono colori che vanno dal rosa cicca al viola.
Vicky è rivolta verso di noi e non parla; cosa alquanto strana in una lezione di fitness..ma anche questo, scopriremo poi, ha un motivo.
La lezione finisce e i partecipanti con dei sorrisi ebeti stampati sulla faccia, si trascinano verso le loro barrette e banane desiderosi di rifocillarsi.
La giornata prosegue con le spiegazioni tecniche dei passi e delle variazioni..eh si, non ci crederete mai, ma Zumba Fitness ha una tecnica!
“Ah aspetta, quindi mi stai dicendo che quando sono andata a quella lezione in cui ballavamo la Samba su Ai Seu te pego…” Già, non era Zumba Fitness.

La lezione di Zumba Fitness è articolata in 3 momenti ben distinti, il fulcro di questi 3 momenti sono le Zumba Dance, ovvero tutte i diversi stili di danza a cui si ispira questo programma, ma attenzione, ripeto, non imparerete mai a ballare la salsa o il merengue. Semplicemente sfrutterete le musiche latine e i passi di questi balli per praticare del Fitness vestito a festa.
Zumba Fitness è un programma facile, efficace e divertente.. I vostri istruttori qualificati, specialmente i membri Zin, cioè coloro che ricevono una formazione continua, sapranno rendere tutti i vostri sforzi divertenti con musiche e passi coinvolgenti e sempre nuovi.
E se dopo aver letto questo post, avete dei dubbi e non siete sicuri che ciò che stiate facendo nella vostra palestra o scuola sia effettivamente Zumba.. informatevi! Date un’occhiata al sito ufficiale di Zumba Fitness (il link lo trovate alla fine di questo post), fate domande al vostro istruttore, guardate i video..

Quindi ora lo posso dire.. il programma Zumba Fitness è un ottimo brucia-calorie e tonificante e ha permesso a molte persone di perdere peso, ma.. non vi accorgete mai che state facendo fatica.. Questa è la sua magia.

giovedì 22 novembre 2012

Il Cigno Nero


Quasi tutti, esperti del settore danza o meno, hanno sentito parlare del Film “Black Swan” di Darren Aronofsky.
Pellicola del 2010 che ha riscosso un notevole successo e ha ottenuto diverse critiche positive, ma anche  negative (soprattutto nel mondo del balletto).

Flm drammatico, thriller psicologico o horror, comunque lo vogliate chiamare, questa pellicola si addentra nella vita di Nina, una ballerina di una compagnia di New York, alle prese con il ruolo da protagonista del celebre balletto “Il lago dei cigni”.
Nina è una ragazza palesemente disturbata, se uno psicologo studiasse il film, potrebbe probabilmente diagnosticarle diverse patologie mentali: Anoressia e bulimia, schizofrenia paranoica, autolesionismo, deliri di persecuzione, cleptomania, ambivalenza affettiva, “frigidità”..e chi più ne ha più ne metta.
Il tutto prende evidentemente origine dal rapporto morboso che Nina ha con la madre, ex ballerina fallita che addossa alla figlia fragile una serie di aspettative e la opprime cercando di tenere sotto controllo ogni aspetto della sua vita, particolarmente esplicativi sono i momenti in cui la madre spoglia Nina monitorando eventuali lesioni  o la pettina, oppure ancora le scene in cui la madre si infila nella cameretta della figlia e la osserva dormire.

Nina si dimena tra ansie, vomito autoindotto, deliri visivi e uditivi e manie di persecuzione e attraverso un viaggio surreale e sconvolgente dentro se stessa riuscirà a trovare il lato oscuro che le permetterà di interpretare al meglio non solo il cigno bianco, ruolo per lei perfetto, ma anche il cigno nero, la metà più erotica e passionale.

Il film per un’ora scarsa mantiene la sua credibilità, indagando e addentrandosi nella psicologia di una ballerina disturbata e focalizzandosi sul rapporto morboso con la madre e la rivalità con le altre danzatrici; aspetti parzialmente presenti nella realtà del balletto.
Da un certo punto in poi invece, la pellicola si trasforma in un’ analisi surreale ed esagerata, trasformandosi inevitabilmente in un film horror.

Il film ha subito molte critiche poiché sono molte le scene esplicite di sesso o di auto-lesionismo. Il film è stato aspramente criticato dagli addetti del mondo del balletto classico in quanto "il mondo del balletto sembra frequentato solo da persone cariche di odio, cinismo e opportunismo". Inoltre l'atmosfera onirica e dark che impregna tutta la produzione, unita alla poca simpatia che emana la fragile personalità della protagonista femminile, certamente non dà una visione positiva e serena del mondo del balletto. 
Tutto vero per carità, certi aspetti relativi al mondo del balletto, sono veramente esagerati, ma se non si guarda il film pensando di vedere un documentario sulla danza e ci si focalizza sulla storia e sulla personalità disturbata della protagonista (che ovviamente non è determinata dal suo essere una ballerina), diventa una piacevole visione.

lunedì 19 novembre 2012

Sbarra a Terra


Arrivo da un weekend intensivo dedicato alla sbarra a terra, un seminario condotto dall’ex docente di Sbarra a Terra della Scala Alex D’orsai.
Premetto che oggi, dopo 12 ore dedicate a questa attività, non c’è un solo muscolo del mio corpo che non mi faccia male.
Ma, nonostante i dolori accusati, posso dire con certezza che la Sbarra a terra è un lavoro fondamentale e assolutamente benefico per ogni ballerino.
Purtoppo in Italia questa disciplina è ancora piuttosto trascurata, non viene ancora percepita la sua importanza nella formazione di un ballerino.

La sbarra a terra permette di sviluppare perfettamente i muscoli che i danzatori utilizzano maggiormente nella loro attività tersicorea.
Quante volte, in una lezione di danza classica si sente il maestro dire: “Dai,usa gli adduttori!” oppure ancora “Tieni gli addominali attivi!”… Benissimo, è importante che un ballerino sappia usare i muscoli giusti, ma come si può pretendere che un bambino mantenga la parete addominale attiva, se non gli è stato insegnato come?
Ecco, la Sbarra a terra serve proprio a questo, a dare un supporto al ballerino, ad aiutarlo a gestire e controllare la propria muscolatura e la propria postura, in modo da facilitare l’esecuzione degli esercizi e ad avere una maggiore padronanza del proprio corpo.

Uso le parole di Alex D’Orsai per darvi un’idea più dettagliata di cosa sia questa disciplina:
E’ una disciplina che, come dice il nome, si svolge interamente a terra. La lezione, concepita per fornire un’impostazione e una postura di base correttamente allineata, ed un allungamento muscolare totale, si presenta come l’ideale complemento ad un corso di danza, sia essa accademica, moderna (contemporanea o jazz), di carattere, di spagnolo o di Tip-Tap.
La posizione a terra permette di sviluppare la propria padronanza muscolare senza il supporto visivo dello specchio ed impone una concentrazione particolare. Il lavoro si basa sulla ricerca e lo sviluppo specifico di muscoli quali i trapezi ed i gran rotondi  (muscoli della cintura scapolare), i gran dorsali, gli adduttori della coscia e, naturalmente, tutti gli addominali : in tale fascia muscolare si situa il punto focale di forza e di equilibrio di tutto il corpo, quel punto che i cinesi chiamano tan-tien, dal quale fanno partire la respirazione controllata.  
La sbarra a terra permette di
 - percepire e, poi, lavorare dei muscoli spesso non utilizzati nella loro totale potenzialità
 - alleggerisce di conseguenza il lavoro di altri troppo caricati, avvantaggiandoli
 - garantisce un rinforzo e nello stesso tempo un allungamento di tutta la massa   muscolare
 - potenzia l’en dehors
 - insegna il coordinamento tra respirazione e movimenti di danza
 - fornisce l’esatta percezione dell’allineamento sia della colonna vertebrale che degli arti     inferiori rispetto al bacino

Insomma, una lavoro FONDAMENTALE da affiancare allo studio della danza classica, moderna e contemporanea.
Non è una disciplina divertente, non da nessun tipo di soddisfazione artistica, è un lavoro duro e pesante che richiede molta concentrazione.. Ma vi assicuro che, se la vostra ambizione è quella di diventare realmente un ballerino, la Sbarra a Terra può cambiare profondamente il vostro corpo e darvi una marcia in più nell’affrontare il lavoro del danzatore.

E oggi io, dopo questo intenso seminario, mi sento benissimo… Dolori a parte.

martedì 13 novembre 2012

Danza e ..Tecnologia


..Due mondi distanti. Una ballerina è un essere leggero ed etereo che si aggira su palcoscenici in legno logoro con i suoi abiti svolazzanti e le sue calze rosa. Che cos’ha questo a che vedere con la tecnologia? Nulla effettivamente.
La danza classica è classica per definizione,  punto. Nulla potrà mai cambiare la sua essenza.
Ma guardiamo oltre.. Analizziamo la danza nella sua complessità, è davvero così distante dalla tecnologia? No, la risposta è NO.

La danza contemporanea sperimenta andando alla ricerca di un corpo “altro” dall’idealizzazione realizzata dalla tradizione del balletto classico accademico. Il corpo del danzatore contemporaneo è un ipercorpo, è un corpo in cui si inscrive la realtà contemporanea dell’uomo moderno del nuovo millennio.
Sono anni che la danza contemporanea sperimenta, cerca una sua collocazione nella realtà e si rinnova per stare a passo con i tempi.
Il primo tentativo di “rivoluzione” è stata messo in pratica da uno dei padri fondatori della danza contemporanea: Merce Cunningham. Cunningham è già cosciente del fatto che le tecnologie saranno in grado di arricchire il processo di creazione coreografica ma che la riluttanza del mondo accademico rischierà di rallentarne di molto l’introduzione nella danza.
Il desiderio di Cunningham è quello di trovare il mezzo più ottimale per realizzare i propri obiettivi artistici. La “tecnologia elettronica” ha introdotto un nuovo modo di vedere la realtà, di negoziare, di pensare. Grazie ai nuovi media digitali è sempre più possibile “editare” un prodotto creativo, inter-agendo su di esso, annullando o ripristinando modifiche che non andranno ad influenzare il “già salvato”.
Da questo presupposto, Cunningham ipotizza un sistema di “notazione di danza elettronica immediata” che serva a mostrare i movimenti della danza, fermali o rallentarli. Nel 1986 questa sua idea si materializza nel software Life Forms un software di animazione 3D di proprietà della Credo Interactive.
E dopo di lui, molti hanno percorso questa strada, portando alla danza contemporanea nuove tecnologie e nuovi spunti di riflessione e ricerca.
In Italia, la danza sperimentale e multimediale porta il nome di Ariella Vidach.
Creata in Svizzera nel 1988, l’Associazione culturale AiEP (acronimo di Avventure in Elicottero Prodotti) nasce dalla comunione di intenti di un gruppo di artisti di diversa provenienza, interessati a realizzare progetti di ricerca nell’ambito delle arti visive multimediali e a sviluppare un linguaggio espressivo che attinga dai più svariati campi artistici (danza, musica, video-arte, design).
Nel 1996 Ariella Vidach e Claudio Prati, due dei fondatori di AiEP, creano a Milano un’altra associazione culturale,Ariella Vidach - AiEP, ampliando gli orizzonti geografici ed artistici per approfondire la ricerca nell’ambito delle nuove tecnologie applicate alla danza contemporanea e alle arti performative.
In oltre vent’anni di attività, il percorso artistico di AiEP ha esplorato l’utilizzo dei media interattivi in un crescendo di complessità: dall’utilizzo di proiezioni video in scena a sensori quasi invisibili indossati dagli interpreti, passando per la motion capture e la computer-grafica, la relazione tra corpo, coreografia e sistema interattivi si è andata assottigliando e le interferenze tra arte e tecnologia sono diventate sempre più raffinate e suggestive.

Ma non è finita qui, finora ho indagato solo sulla danza quella vera, quella artistica, quella performativa.. ma facciamo un passo in più.
La danza si sposta continuamente e ricerca collocazioni inusuali per la propria tradizione, anticonvenzionali.
Dal teatro al cinema, da una piattaforma a un video.. il passaggio è rapido, ed eccola lì. Ci troviamo la danza proprio davanti ai nostri occhi, sotto i nostri piedi, dritta dritta in casa nostra.
La danza sta espandendo i suoi orizzonti e va a collocarsi nella quotidianità, diventa attività di intrattenimento e ludica. E lo fa grazie a ciò che è sempre più caro all’uomo contemporaneo: la tecnologia.

Giochi come Dance Dance Revolution, Just Dance e Dance Central ne sono la testimonianza.
Dance Dance Revolution è un videogioco musicale di genere exergaming prodotto da Konami, pubblicato come arcade e su PlayStation. È dotato di una pedana con quattro frecce (su, giù, destra e sinistra), e seguendo il tempo e il ritmo di una data canzone, si leggono le frecce indicate su uno schermo e si premono con i piedi i relativi pulsanti sulla pedana.
Just Dance è un videogioco musicale sviluppato e pubblicato da Ubisoft per Wii. È simile al gioco Dance Dance Revolution con i ballerini che si muovono sullo schermo al fine di guadagnare punti ma la modalità di gioco è molto diversa. In Dance Dance Revolution i ballerini devono schiacciare con i piedi quattro frecce (su, giù, destra e sinistra) su una pedana per abbinare le frecce di scorrimento che appaiono su schermo. In Just Dance i giocatori usano solo il Wii Remote e tentare di imitare tutte le mosse del ballerino che appare sullo schermo. I giocatori guadagnano punti in base ai movimenti svolti e a come li si esegue.
Il controller del Nintendo Wii, utilizza un approccio differente da quello tradizionale, nel tentativo di risultare interessante per un pubblico più vasto. Ha la forma di un comune telecomando da televisione e viene tenuto in una sola mano. Essendo simmetrico, appare ugualmente utilizzabile da destrimani e mancini. Il controller è la maggiore innovazione degli ultimi venti anni nell'ambito delle console. Dei led ad infrarossi incorporati nelle estremità del Wii Sensor Bar  permettono al controller di percepire il puntamento verso lo schermo, mentre l'accelerometro integrato nello stesso controller gli permette di percepire l'inclinazione e la rotazione. La comunicazione tra controller e console Wii utilizza la tecnologia Bluetooth.
Dance Central. Il primo videogioco di danza in esclusiva su Kinect  per Xbox 360®,assolutamente coinvolgente, senza l'utilizzo di controller e dotato di un sistema di rilevamento dei movimenti del corpo. Ogni routine offre una vera e propria coreografia sia per principianti che per esperti, oltre a una colonna sonora  con brani di artisti pop, hip-hop e R&B. Kinect utilizza un sensore di movimento in grado di rilevare i movimenti di tutto il corpo.  Mentre giochi, Kinect crea una ricostruzione digitale del tuo scheletro basandosi sui dati di profondità rilevati. Quindi, quando ti sposti a sinistra o a destra oppure salti il sensore cattura i tuoi movimenti e li riproduce nel gioco.

Insomma, sicuramente non vedremo grandi performance sul tappeto del nostro soggiorno, ma questi videogiochi sono un grande strumento di divulgazione dei benefici dell’ attività motoria e permettono a chiunque di godere del piacere della danza.





lunedì 5 novembre 2012

Alice's Adventures in Wonderland


La fiaba di Alice nel paese delle meraviglie la conosciamo tutti.
Ma pochi, hanno visto la trasposizione tersicorea di questa suggestiva e folle fiaba.
L’opera d’arte è nata dalla mente di Christofer Wheeldon,ballerino e coreografo inglese ed è una co-produzione del National Ballet of Canada e del Royal Ballet.
Da sabato sarà possibile vederla al Four Season Centre a Toronto… Per chi si trovasse da quelle parti insomma..

Alice’s adventures in wonderland di Christopher Wheeldon è un delizioso balletto di tradizione che, pur nel rispetto della divisione in tre atti con azioni pantomimiche, pas de deux, variazioni singole e di gruppo, si caratterizza per la modernità degli effetti speciali, l’allusività della dimensione intercoreografica, l’appropriata scelta del linguaggio e dello stile neoclassico.
Ideato nel 2011 per il Royal Ballet e ripreso quest’anno come cadeau pasquale nella stagione coreutica della Royal Opera House,Alice’s adventures in wonderland è ispirato all’omonimo racconto per ragazzi che lo scrittore inglese Lewis Carroll pubblicò nel 1865 e a Through the Looking-glass, una continuazione delle avventure di Alice scritta dall’autore nel 1871. Un duplice riferimento letterario di cui Wheeldon si serve per creare la sua versione, una sorta di storia parallela, in cui le avventure di Alice nel paese delle meraviglie non sono altro che un sogno che consente alla ragazza, figlia del decano della Chiesa di Cristo, Henry Liddell, di ricongiungersi al giardiniere Jack. Il garbato giovane allontanato dalla burbera madre della ragazza e ritrovato alla fine quando, con un salto vertiginoso, si passa dal 1862 ai giorni nostri e i due innamorati sono di nuovo uniti e fotografati da Carroll nei panni di un turista di passaggio. Quello stesso Carroll che all’inizio, ospite di casa Liddell, aveva regalato ad Alice e alle sue due sorelle il magico libro di avventure e dato il via ai sogni della fanciulla.
Fantastica Itziar Mendizabal nel ruolo della Regina di Cuori.

Mi rendo conto che Toronto non è proprio qui dietro l’angolo, però per gli appassionati del genere, Alice’s Adventure in Wonderland, è disponibile in dvd. Intanto gustatevi un assaggio:


martedì 30 ottobre 2012

Finalmente Sunrise..


Un post povero, solo per comunicarvi che oggi è uscito finalmente il nuovo album di Giovanni Allevi, a due anni di distanza dall’ultimo successo “Alien”.
Si chiama “Sunrise” , un progetto sinfonico assolutamente inedito contenente la sua prima composizione per violino e orchestra, anche se non manca il suo inseparabile pianoforte.

Pianista e compositore, questo “ragazzotto” di 42 anni, ha al suo attivo numerosi album come “No Concept” (2005), “Joy” (2006) e “Evolution” (2008) e ha ricevuto negli anni molti riconoscimenti.
Allevi si autodefinisce compositore di musica classica contemporanea e, nonostante il successo mediatico, ha ricevuto critiche e giudizi negativi, anche da esponenti della musica classica.

Io non sono una musicista, né tantomeno una critica musicale, come ballerina posso solo dire che spesso le musiche di Allevi sono state fonte d’ispirazione e le trovo particolarmente adatte ai momenti di riscaldamento o di preparazione emotiva ad uno spettacolo.
Mi rifiuto di affermare che sia un genio della musica, appellativo che spesso gli è stato associato, ma sono sicura che le composizioni di Allevi possano arrivare a tutti, le sue musiche sono leggere, piacevoli, di facile interpretazione ed ascolto.

Io il suo album lo comprerò volentieri, e con piacere lo ascolterò
.

http://www.giovanniallevi.com/

giovedì 25 ottobre 2012

La principessa e la farfalla


I bambini..la danza. Argomento complesso, associazione difficile. Troppo spesso mi è capitato di vedere scene di bambine strillanti trascinate in sala da mamme testarde e desiderose di vedere la propria figlia volteggiare in eleganti vestiti di tulle e raso.
Le bambine vedono le ballerine professioniste come esseri eterei, inarrivabili, quasi fossero fate del mondo delle fiabe.
Le bambine che si avvicinano al mondo della danza vogliono arrivare ad essere come loro, vogliono sentirsi dei personaggi favolosi, vogliono ricoprirsi di brillantini e indossare degli impalpabili tutù, vogliono alzarsi sulle punte dei piedi e sentirsi alte e leggere, vogliono diventare delle bellissime principesse.
Il compito dell’insegnante di danza che si approccia a degli esseri così piccoli e sognanti, è quello di formare queste bambine attraverso degli esercizi che possano stimolare la loro fantasia.
Ogni momento della lezione di danza deve essere un gioco, ogni esercizio deve sviluppare la creatività e tirare fuori la parte più leggera e romantica delle piccole bimbe ricoperte di brillantini.
Allora la sala lezioni diventerà improvvisamente un campo fiorito, o un cielo stellato, o una foresta incantata. E le piccole ballerine potranno identificarsi in farfalle, principesse, api, fate..
Attraverso la fantasia sarà più semplice per loro concentrarsi ed apprendere e saranno sempre stimolate al miglioramento.
Provate a prendere una bambina, mettetela di fianco ad una sbarra e di fronte ad uno specchio e chiedetele di fare un plies, un battement tendu, un port de bras… è finita, non vorrà mai più fare danza da qui alla fine dei suoi giorni.
Ma se la stessa bambina la fate saltare come se fosse una rana, oppure le fate gonfiare una bolla di sapone immaginaria con le mani, oppure ancora la fate volare di fiore in fiore come fosse un’ape regina.. Il gioco è fatto, rimarrà rapita per sempre dalla magia della danza.

venerdì 19 ottobre 2012

Alegria!..arriva il Cirque Du Soleil


“Alegria, come un lampo di vita”.. Così apre e chiude lo spettacolo “Alegria” del Cirque du Soleil.
Se vi state chiedendo cos’ abbia a che fare il mondo della danza con il circo.. Non avete mai visto il Cirque du Soleil. Si perché, nonostante ci siano giocolieri, mangiafuoco, pagliacci e compagnia bella, il Cirque du Soleil è tutt’altro che un banale circo.
E si, ci sono dei ballerini, tanti ballerini, ottimi ballerini, ballerini di serie A.
Il Cirque du Soleil è un noto circo che si distingue dagli altri per l'assenza di numeri circensi che utilizzino animali, dedicando il suo palco a artisti di mimo, acrobati, giocolieri, generalmente numeri di grande rilevanza artistica. Fondato nel 1984 da un ex-mangiatore di fuoco allora ventitreenne Guy Lalibertè a Montreal, ha circa 3800 dipendenti, che animano attualmente 8 spettacoli in tournèe con tendoni in tutto il mondo, e altri 9 spettacoli stabili, ognuno con differenti tematiche a Montreal, a Las Vegas, a New York, a Orlando e a Macao.  In maggio 2011 sono stati aperti altri 2 spettacoli fissi: a Singapore e a Dubai. Gli spettacoli del Cirque du Soleil sono concepiti come un unicum, con una trama centrale da cui si dipanano diverse scene, e non come un semplice susseguirsi di scene atletiche o circensi, che possono anche differire da una replica all'altra dello stesso show, data la presenza di numerosi ospiti che eseguono la loro performance. Generalmente sono i clown a ricoprire questo ruolo di ospiti, e, in conseguenza a ciò, ogni data varia e lo show si evolve nel tempo. La parte musicale degli spettacoli (prodotta in esclusiva per gli stessi) è totalmente diversa da quella dei circhi di stampo tradizionale. Composte, tra gli altri, da René Dupéré e Benoit Jutras, le colonne sonore di ogni show sono rigorosamente eseguite sempre dal vivo e quindi completamente differenti una dall'altra anche nello stile e negli stumenti musicali utilizzati per dare l'atmosfera voluta.
Ma perché vi sto parlando del Cirque Du Soleil ora? Perché dal 15 al 18 Novembre sarà a Milano, esattamente al Mediolanum Forum di Assago e i biglietti sono acquistabili su Ticket One (da Euro 40,25 a Euro 80,50).
Un’ ottima occasione per regalarvi una serata all’insegna della fantasia.
Il Cirque Du Soleil è un circo che incanta, che fa tornare bambini, che ti porta in un mondo incanatato in cui anche i più duri di cuore, tornano a credere per un attimo, nella magia.
Gustatevi un piccolo assaggio:

martedì 16 ottobre 2012

Dal diario di Giuseppe Sanna


Le ho dato la mia infanzia, gli anni più belli, le ho dato il mio tempo, il mio sudore, il mio amore, le mie lacrime. Le ho dato la mia adolescenza, la mia famiglia, i miei  amici, le mie ginocchia ormai inutilmente consumate... Le ho dato tutta la vita! Una vita per la danza! Spero che tutti questi sacrifici un giorno verranno ripagati.


Ero piccolo quando per la prima volta ho messo piede in quella sala! La danza mi aveva richiamato ed io avevo obbedito. Non immaginavo quello che sarei diventato ora, tutte quelle ore che avrei passato ad allenarmi e a perfezionare ogni cosa. La danza ci riserva cose inaspettate. C'è sempre una cosa nuova da imparare! Tutti hanno da imparare qualcosa, anche i più grandi.
Quando ti criticano e ti sminuiscono, lo fanno perché essendo piccoli loro, hanno bisogno di rendere piccoli anche gli altri.
L'espressione più dolce che possa esistere è quell'espressione leggera che parte dal cuore e dall'anima e fluisce nel movimento del corpo. Non pensate che la danza sia un insieme di passi... Ma una risposta della bellezza dell'anima che viene dal cuore. La danza è un pensiero che in quel momento si concretizza e diventa un desiderio e poi un bisogno.
Dietro ogni impresa di successo c'è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa! Bisogna fare tanti sacrifici per la danza! Anche lasciare la famiglia e la propria terra  L L
Ma avete idea cosa significa davvero danzare? Essere un ballerino? Avete idea cosa significa la fatica, avere i piedi gonfi e il cuore stracolmo di soddisfazione dopo un allenamento di un‘intera giornata? Sapete cosa significa sacrificio e dedizione per quest‘arte? Io dico di no, perché é impossibile pensare che andare a ballare il fine settimana possa fare di te un danzatore. Il danzatore si
nasconde nella sala da ballo ,piange se il proprio maestro gli fa un complimento perché  non se lo aspetta, diventa un leader in silenzio senza accorgersene e raccoglie i frutti del suo lavoro nelle competizioni... Dedica la propria vita alla danza, ogni pensiero, azione e gesto è rivolto a Lei... Balla con la mente! Non solo con il corpo. ed é questa la vera differenza. Il ballo é uno stile di vita, non una scelta del sabato sera! ;)

Il vincente trova sempre una strada! Mentre il perdente trova sempre una scusa! ;)
Alla fine sai chi vince? Chi non si è mai arreso! Chi nonostante i tanti ostacoli incontrati, non ha mai ceduto! Chi ha creduto nelle proprie potenzialità! Chi ama la danza davvero.
Ora come ora posso solo ringraziare la mia famiglia i miei vari insegnanti , la mia amata Sardegna , Milano i miei splendidi e unici allievi , e le scuole di danza dove io insegno , grazie perchè se oggi posso scrivere queste cose è perché voi avete creduto in me .
GIUSEPPE SANNA 

venerdì 12 ottobre 2012

E Bolle.. Ci porta su


“Sta spopolando su Twitter (retwittata innumerevoli volte e chiosata da artisti quali Jovanotti e Claudio Cecchetto) l'ultima trovata del ballerino Roberto Bolle che ha scelto di re-interpretare il tormentone estivo di Giorgia, "Tu mi porti su", scritto da Jovanotti. Un video giocoso, in cui un intero corpo di ballo si è divertito a mimare i versi della canzone in maniera tragicomica, mostrando così il volto meno serioso della danza classica. Accanto a Roberto Bolle nel video si sono esibiti Sabrina Brazzo (prima ballerina), Antonella albano (solista), Denise Gazzo, Marco Agostino, Maurizio Licitra(solista), Salvo Perdichizzi e Vitooria Valerio
Le riprese sono di Andrea Piermattei e Max Volpini che ne ha seguito anche il montaggio.”

Video giocoso e divertente di un gruppo di ballerini professionisti che finalmente si mostrano al pubblico con sincerità e senso dell’umorismo,svincolando l’immagine del ballerino da figura noiosa e iper controllata .
Protagonista assoluto Lui.. l’eterno principe della danza, il ballerino per definizione: Roberto Bolle.

Roberto Bolle  all'età di 12 anni entra alla scuola di ballo dell'Accedemia Teatro La Scala  e viene notato da Rudolf Nureyev, che lo sceglie per interpretare il ruolo di Tadzio nell'opera Morte a Venezia.
Nel1996 al termine di una rappresentazione di Romeo e Giulietta,  viene nominato primo ballerino e i suoi impegni da protagonista, sia in balletti classici chemoderni si moltiplicano: interpreta molti ruoli per diversi coreografi e collabora ancora con Nureyev, per La Bella Addormentata, Cenerentola, Don Chisciotte e Il Lago dei cigni.
All'estero ha occasione di danzare con il Royal Ballet di Londra, il Balletto nazionale canadese, il balletto di Stoccarda, lo Staatsoper di Berlino, il Teatro dell'opera di Vienna, il Teatro dell'opera di Monaco di Baviera, il Wiesbaden Festival, il Tokio  Ballet, l'English National Ballett.
Nel 1999 diventa "ambasciatore di buona volontà" per l'UNICEF.
Sempre nel 1999 riceve il premio Gino Tani per il suo contributo alla diffusione dei valori della danza e del movimento e nel 2000 riceve il premio Galileo, con la consegna del Pentagramma d'oro. Nello stesso 2000 inaugura la stagione del Covent Garden con Il lago dei cigni e danza al teatro Bolshoi di Mosca per celebrare il 75º anniversario di  Maja Plissetskaja, alla presenza del presidente Putin.
Nel 2002 danza a Buckingham Palace per la regina Elisabetta II.
Nell'ottobre 2002 è protagonista del Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan al teatro Bolshoi di Mosca. Nel marzo 2003 interpreta al Covent Garden di Londra  La bella addormentata e in luglio, in occasione dei festeggiamenti per il terzo centenario di San Pietroburgo danza Il lago dei cigni al teatro Mariinskij. 
Nello stesso anno gli viene riconosciuto il titolo di "étoile" del teatro la Scala.
Il 1 aprile 2004, in occasione della Giornata mondiale della Gioventù, balla sul sagrato di piazza San Pietro al cospetto di Giovanni Paolo II. Nel 2005 danza al Teatro della Scala di Milano, nel ruolo di protagonista del balletto "Il lago dei cigni" con Svetlana Zacharova. Il 10 febbraio del 2006 danza alla cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici invernali di Torino, nel segmento Dal futurismo al futuro su una coreografia ideata da Enzo Cosimi.
Ha collaborato in parecchi spettacoli con il direttore d'orchestra David Garforth.
Dal 2007 collabora con il FAI e nel marzo 2009 è stato nominato "Young Global Leader" dal World Economic Forum di Davos.
Nel giugno 2007 danza al Metropolitan di New York con Alessandra Ferri per il suo addio alle scene. Nel 2009 è stato nominato "principal" dell'American Ballet Theatre dove ha lavorato anche per la stagione del 2010.

Insomma, un curriculum da fare invidia a chiunque. E adesso lui si mostra così.. Buona visione.

martedì 9 ottobre 2012

Danza contemporanea: tra genio e follia.


E’ un po’ come lo Zumba Fitness..Chiunque oggi fa danza contemporanea. Ma attenzione,non facciamo confusione, un coreografo che associa elementi classici con movimenti a caso NON FA danza contemporanea, un insegnante che fa fare ruote e capriole per terra NON FA danza contemporanea, un ballerino che balla su musiche di Britney Spears vestito con una tuta aderente con tanto di cappuccio NON FA danza contemporanea.
“ La danza contemporanea nasce in Europa e negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Prosegue la rivoluzione attuata dalla danza moderna a favore di nuove espressioni corporee, che talvolta comprendono anche la recitazione.
La contemporaneità è un luogo caratterizzato dalla contaminazione, dal melting pot, dalla presenza di più elementi che si fondono insieme per dare come risultato qualcosa di nuovo.”

La vera danza contemporanea, quella storica, quella su cui si scrivono libri e quella da cui prendono ispirazione tutti gli stili attuali di danza, è nata intorno agli anni 50 ed ha visto emergere vari personaggi che con il loro genio hanno dato vita a tecniche ben precise e tuttora sfruttate.
Cercherò di esporli in poche parole, anche se una sola pagina di blog non basterebbe per dare merito a questi personaggi:

Pina Bausch è stata una coreografa e ballerina tedesca. La novità del suo lavoro non consiste tanto nell'invenzione di nuove forme e nuovi gesti, da riprodurre uguali a se stessi, quanto nell'interpretazione personale della forma che si vuole rappresentare. I danzatori sono chiamati alla creazione delle pièces (che Bausch denomina stück) attraverso l'improvvisazione generata dalle domande che la coreografa pone loro. Un altro elemento di novità è costituito dall'interazione tra i danzatori e la molteplicità di materiali scenici di derivazione strettamente teatrale.
Il suo nome è legato al termine Tanztheater (teatro-danza), adottato negli anni '70 da alcuni coreografi tedeschi - tra cui la stessa Bausch - per indicare un preciso progetto artistico che intende differenziarsi dal balletto e dalla danza moderna, che include elementi recitativi, come l'uso del gesto teatrale e della parola, con precise finalità drammaturgiche.
Merce Cunningham è stato un danzatore e coreografo statunitense. È stato uno dei maggiori creatori della Modern Dance americana e ha in qualche modo posto le basi della Post Modern Dance. Ha indagato "il movimento nello spazio e nel tempo" e ha proposto un nuovo modo di intendere il rapporto tra la danza, la musica e l'arte figurativa (intesa come scenografia). La tecnica Cunningham nasce negli Stati Uniti intorno agli anni 50 sulla base delle ricerche condotte dal coreografo e danzatore omonimo. La sua è una danza “non narrativa” che parla di sé stessa e degli elementi che la compongono: tempo, spazio e velocità, che il coreografo americano ha affrontato eliminando ogni tipo di gerarchia e convenzione. Per questo le sue ricerche hanno aperto la strada alla danza contemporanea. Il suo è un approccio quasi scientifico a questa forma d’arte, portato avanti, con estremo coraggio. “Trovare i limiti della danza”. Cunningham ha teorizzato, e praticato, una totale indipendenza di musica e danza, che rimette queste due forme di espressione sullo stesso piano. Con Cunningham non esistono più punti spaziali principali da evidenziare nella composizione coreografica; ogni fronte e ogni direzione viene sperimentata senza preconcetti. Le sue ricerche confluiscono nell’uso della tecnologia, che va dall’inserimento della telecamera, come elemento attivo della danza, a composizioni immaginate solo per il video e la televisione, fino all’utilizzo di avanzati programmi per il computer dove creare il movimento fornendo al software solamente coordinate spaziali e temporali. Questo gli ha permesso di andare alla ricerca di un movimento puro in uno spazio astratto, privo di gravità.
Martha Graham è stata una danzatrice e coreografa statunitense. Da molti è considerata la più grande danzatrice statunitense del XX secolo, nonché la "madre" della danza moderna. Sostenitrice del "movimento" come massima forma di espressione, con le forme angolari che riusciva ad assumere col suo minuto ma vibrante corpo sapeva comunicare le più profonde emozioni dell'animo umano. La tecnica Graham si basa sul principale atto fisiologico dell’essere umano: la respirazione, ed è incentrata sulla zona del bacino, perché è lì che ha origine la vita. Il suo principio conduttore è quello dell’alternarsi di contraction e releaseOgni momento di estensione del corpo è generato dal precedente momento di raccoglimento dell’energia al centro del bacino, così come ogni fase di inspirazione è generata dalla precedente fase di espirazione. Quindi il ciclico ripetersi dello svuotamento dei polmoni al fine di poter essere riempiti di nuova aria corrisponde al ciclo dell’energia che si concentra nel punto centrale del corpo (zona di origine della vita), per potersi poi espandere fino alle zone periferiche.
José Arcadio Limón è stato un danzatore e coreografo messicano. La sua tecnica, la tecnica Limon, si sviluppa attraverso una suddivisione in isolamenti di impulsi localizzati, indirizzati in tutte le direzioni. Negli esercizi di riscaldamento viene usata anche la tecnica classica, tuttavia il movimento è sempre generato dal centro del corpo. Ne risulta uno stile molto dinamico.
"La tecnica che sviluppò Limón deve molto ai concetti di Humphrey di 'fall and recovery' e all'importanza di ritmi basati sulla respirazione, ma in più Limón ha fatto esperimenti con le varie parti del corpo che si muovono indipendentemente una dall'altra: 'gli strumenti (braccia, gambe, testa) che compongono l'orchestra (il corpo)'".
La tecnica Limon si basa sull'uso del peso come spinta propulsiva del movimento, sfruttando la forza di gravità e la naturale successione motoria con particolare attenzione alla flessibilità del torso e degli arti.

Inoltre, nella danza contemporanea ritroviamo anche:

La tecnica Release,che è una tecnica di danza contemporanea nata negli Stati Uniti intorno agli anni 70.
I fondamenti basilari di questo stile di danza sono:recupero dell'organicità del movimento;fluidità;elasticità;scioltezza delle articolazioni;consapevolezza dello spazio, del peso, del tempo e del flusso del movimento. Questa tecnica insegna parte dall'ascolto del proprio corpo e sulle sensazioni cinestetiche individuali. Sfruttando semplici leggi fisiche, come ad esempio la forza di gravità, tutti sono messi nella condizione di danzare utilizzando il minimo dispendio energetico. Alla base dell'uso della forza di gravità sta il supporto: la danza classica tende ad elevarsi verso il cielo, la danza contemporanea, invece, tende a ritornare alla terra e a sfruttarla al meglio.Le radici di questo nuovo modo di danzare sono rintracciabili, tra gli altri, negli approccio allo studio del movimento umano di Feldenkrais e Laban.

La Contact Improvisation è una ricerca sulla comunicazione possibile attraverso il contatto e si fonda sulla fiducia reciproca, la fluidità, l'equilibrio usando la forza di gravità e il suolo come due partners. Muoversi mantenendo il contatto fisico con l'altro, cercando di trovare per ogni azione i passaggi più semplici e fluidi, potenzia la capacità di relazione e la percezione sensoriale. Nella Contact Improvisation viene sottolineato il piacere di danzare con qualcuno in modo spontaneo, avviene uno scambio tra le persone, si stimola l'apertura ad un processo di apprendimento e di osservazione di se stessi in ciò che sta accadendo qui e ora, imparando a conoscere i propri modi di muoversi e cercandone di nuovi. La contact improvisation è stata sviluppata, negli Stati Uniti
, da un gruppo di danzatori guidati da Steve Paxton e Nancy Stark Smith.

Eccoli qua, questi sono i pilastri della danza contemporanea e le varie tecniche che tuttora vengono studiate nelle più prestigiose accademie da insegnanti qualificati.
Ora la danza contemporanea è rivisitata, risperimentata, rimessa in gioco con continue contaminazioni ed è giusto così..stanno nascendo nuovi stili, nuove forme artistiche di movimento,è questa la strada che porta al progresso.
Ma, per favore, diamole il giusto valore, non chiamiamo Contemporanea tutta la danza senza nome e collocazione che ci viene propinata condita da abiti inverosimili, musiche inascoltabili e sequenze di passi senza alcun tipo di senso. 

http://www.pina-bausch.de/start.php
http://www.mercecunningham.org/

http://marthagraham.org/