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giovedì 22 novembre 2012

Il Cigno Nero


Quasi tutti, esperti del settore danza o meno, hanno sentito parlare del Film “Black Swan” di Darren Aronofsky.
Pellicola del 2010 che ha riscosso un notevole successo e ha ottenuto diverse critiche positive, ma anche  negative (soprattutto nel mondo del balletto).

Flm drammatico, thriller psicologico o horror, comunque lo vogliate chiamare, questa pellicola si addentra nella vita di Nina, una ballerina di una compagnia di New York, alle prese con il ruolo da protagonista del celebre balletto “Il lago dei cigni”.
Nina è una ragazza palesemente disturbata, se uno psicologo studiasse il film, potrebbe probabilmente diagnosticarle diverse patologie mentali: Anoressia e bulimia, schizofrenia paranoica, autolesionismo, deliri di persecuzione, cleptomania, ambivalenza affettiva, “frigidità”..e chi più ne ha più ne metta.
Il tutto prende evidentemente origine dal rapporto morboso che Nina ha con la madre, ex ballerina fallita che addossa alla figlia fragile una serie di aspettative e la opprime cercando di tenere sotto controllo ogni aspetto della sua vita, particolarmente esplicativi sono i momenti in cui la madre spoglia Nina monitorando eventuali lesioni  o la pettina, oppure ancora le scene in cui la madre si infila nella cameretta della figlia e la osserva dormire.

Nina si dimena tra ansie, vomito autoindotto, deliri visivi e uditivi e manie di persecuzione e attraverso un viaggio surreale e sconvolgente dentro se stessa riuscirà a trovare il lato oscuro che le permetterà di interpretare al meglio non solo il cigno bianco, ruolo per lei perfetto, ma anche il cigno nero, la metà più erotica e passionale.

Il film per un’ora scarsa mantiene la sua credibilità, indagando e addentrandosi nella psicologia di una ballerina disturbata e focalizzandosi sul rapporto morboso con la madre e la rivalità con le altre danzatrici; aspetti parzialmente presenti nella realtà del balletto.
Da un certo punto in poi invece, la pellicola si trasforma in un’ analisi surreale ed esagerata, trasformandosi inevitabilmente in un film horror.

Il film ha subito molte critiche poiché sono molte le scene esplicite di sesso o di auto-lesionismo. Il film è stato aspramente criticato dagli addetti del mondo del balletto classico in quanto "il mondo del balletto sembra frequentato solo da persone cariche di odio, cinismo e opportunismo". Inoltre l'atmosfera onirica e dark che impregna tutta la produzione, unita alla poca simpatia che emana la fragile personalità della protagonista femminile, certamente non dà una visione positiva e serena del mondo del balletto. 
Tutto vero per carità, certi aspetti relativi al mondo del balletto, sono veramente esagerati, ma se non si guarda il film pensando di vedere un documentario sulla danza e ci si focalizza sulla storia e sulla personalità disturbata della protagonista (che ovviamente non è determinata dal suo essere una ballerina), diventa una piacevole visione.

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